10 anni che ti conosco e ne sono già passati 5 da quando ti ho vista di persona per la prima volta. faceva caldissimo, era un pomeriggio di fine luglio.
avevo 15 anni, ti stavo aspettando fuori il cancello facendo avanti e indietro all’infinito. io vestita totalmente di nero, tu con un top azzurro pastello e l’eyeliner argentato. non mi sembrava vero, averti davanti a me. nella prima foto che ci siamo scattate sembriamo sorelle. io avevo il caschetto e tu i capelli lunghi, liscissimi. la stessa frangia, lo stesso trucco.
quando mia madre ha notato che mi stavi vicina e mi accarezzavi il braccio, pensava che ti avrei spinta via perché “odio quelle cose”. non l’ho mai fatto, e non l’ho fatto neanche al mare. non posso spiegare la fiducia che nutro nei tuoi confronti. è stato bello giocare insieme. andare a prendere la granita alla fragola, portarti nei miei posti preferiti, farti vivere in prima persone le cazzate che ti ho sempre raccontato al telefono, presentarti finalmente i miei amici, darti la mano, cucinare (malissimo) insieme. avrei voluto averti vicino più a lungo, avrei voluto fermare il tempo quella sera in cui stavamo ridendo sui sedili posteriori in macchina di mia madre, col tuo cane vicino a riempirci di peli. non so perché, ma lo trovavo estremamente buffo.
l’ultima sera siamo andate a mangiare la pizza.. era pieno di gente, una serata al mio bar preferito, proprio lì affianco. il ragazzo che ci lavorava stava suonando everlong dei foo fighters, una delle mie canzoni preferite in assoluto. quando ti ho guardata, con quella canzone in sottofondo, mi sembrava davvero di star vivendo in un drama. uno di quelli che guardavo ogni notte al posto di dormire, per “imparare il giapponese”. inutile dire che oggi mi ricordi poco e niente. era per me una di quelle clip che avrei salvato nella mia bacheca su pinterest, qualcosa che avrei immaginato mentre guardavo fuori il finestrino con le cuffie nelle orecchie. per la prima volta mi si è riempito il cuore di una gioia inspiegabile. le cose che sognavo potevano, e stavano, diventando realtà.
la malinconia di riaccompagnarti a casa per l’ultima volta è stata come sempre sopraffatta dalle nostre cazzate, non abbiamo smesso di ridere un secondo da quando ci siamo alzate per andare a pagare fino a quando siamo arrivate davanti il cancello. mi faceva male la pancia, ero stanca, non riuscivamo a smettere. la luce quella sera era stranamente verde. forse ti ho abbracciato troppo poco. quando ti ho vista rientrare e chiudere la porta, ho sentito esattamente questo nella mia testa. non me lo dimenticherò mai.
ieri questa canzone ha compiuto 30 anni e come ogni volta che la sento mi fermo a pensarti. quante cose sono successe, quante cose sono cambiate, quante volte avrei voluto averti qui, quante cose avrei voluto vivere con te, quante volte avrei voluto starti vicina mentre raggiungevi i tuoi obiettivi. non voglio sembrare più sdolcinata e sentimentale di quanto io non lo sia già, ma spero davvero, davvero davvero, di riaverti fra le mie braccia il prima possibile. e che questo “prima possibile” arrivi così velocemente da non darmi neanche il tempo di accorgermene. non vedo l’ora di stare sveglia con te tutta la notte a farci le maschere sul divano, a guardare i nostri video musicali preferiti, raccontarci segreti. svegliarmi la mattina e vederti finalmente vicino a me, scoppiare a ridere ancora prima di darci il buongiorno. scusa, sembrerà troppo romantico detto così, un po’ fuori luogo, ma muoio dalla voglia di recuperare tutti i ricordi che non ho potuto avere anche con te.
mi piace che ci siamo scambiate il look, adesso. tu hai i capelli corti e io lunghi.
sei e sarai per sempre la mia migliore amica. ♥︎

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