beats of my heart:::::: recorded, here
giovedì 22 ottobre 2026
mercoledì 21 ottobre 2026
zombiville? zombing hilll?
ughhhhh......... ciao.. ieri ho passato tutto il giorno a smanettare sulla console e a cantare. la console funziona bene, il mio computer un po' meno. anche io voglio un macbook come quelli che fanno finta di lavorare da starbucks e_e ho in sospeso tipo 4 tatuaggi che voglio fare da almeno 2 anni e forse voglio coprire quel fiorellino sgorbio che mi sono fatta da sola sul ginocchio l'anno scorso... e altri due piercing. baaaaastaaaaaaa!!! ah, grandi notizie. per completare definitivamente l'opera di questo momento "non-so-cosa-sto-passando-aiutatemi" ho deciso anche di rimettermi i dilatatori. tanto ora nessuno può più dirmi niente. per forza. sennò li pesto. ^_^ sto postando tantissimo ultimamente wow.. ho deciso di ricominciare ad usare blogger nel modo in cui dovrebbe essere usato e sono molto felice. chissà se tra 10 anni, rileggendo tutto, mi reputerò una rincoglionita atomica... so di dare l'impressione di una che non ha un cazzo da fare ma purtroppo non è così. periodo difficile per me quindi è tutta strategia di sopravvivenza al momento, you gotta do what you gotta do. dicono di me, intanto:
partiamo dalle notizie più scaporchianti, come si dice nel nostro culto: due giorni fa questa canzone ha compito 20 anni. devo dire altro? non penso, tanto sapete già tutto. e se non lo sapete tranquilli, 5 minuti a parlare con me bastano a schiarirvi le idee, visto che sono moralmente costretta ad interrompere la conversazione almeno 2-3 volte urlando "QUANTE COOOSEEE CHE NON SAAAIII DIII MEEE" per nessun motivo. e poi è la canzone preferita di me & ari-chan. ritorna quiii...
foto celebrative per festeggiare la nostra amicizia e il nostro zombismo sconfinato in questo mondo marcioh. abbiamo le collane abbinate :P tra l'altro la sua l'ho scovata io in un mucchio di robaccia in saldo quest'estate, per soli 3 euro.. ehehe. mi ha chiesto se volevo prenderla io ma SAPEVO che sarei riuscita a trovare quella uguale alla collana di Ren quindi ho lasciato stare e non solo l'ho trovata, ma è anche un'edizione limitata uscita in Giappone 23 anni fa lol. non quella di plastica di AliExpress, già. nessuno ha più fortuna di noi due su Vinted, comunque. ci dispiace! io & twin siamo Reita e Ruki (♥ω♥*)
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| ari-chan |
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| io |
| noi |
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| noi pt. 2 |
| nyan nyan |
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| io presto |
martedì 20 ottobre 2026
x jyutose pt.2
nyan nyan nyan nyan ni hao nyaaannn... ecco a te ^o^ mi sono divertita tanto ehehe.. trovo disgustosamente macabri e angoscianti gli ospedali e tutto ciò che gli riguarda, ma mi disturbano al punto giusto. è una sensazione odiosa da cui però non riesco mai a distaccarmi. quella puzza di disinfettante che ti entra nelle ossa, le garze, le flebo, il sangue... fa strano ricordare quanto siamo fragili, no? pensare a quanto sia facile farci a pezzi e subito dopo ricucirli insieme come se nulla fosse... mh. affascinante!! il tema scelto mi è piaciuto tanto e come sempre ho associato anche una canzone. ^_^
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| im so siiickk... |
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| love is loveh ♡___♡ |
domenica 18 ottobre 2026
⋆。˚ ☁︎ ˚。⋆。˚☽˚。⋆
…vorrei tanto, un giorno, poterti rivedere davanti a me, a guardarmi con quegli occhi. penso spesso alle cose che avremmo dovuto avere insieme, mi chiedo se ci pensi anche tu. mi chiedo che canzoni ascolti quando ti manco, se avremo mai anche noi qualcosa di “nostro”. chissà come ci sorprenderà, la vita.
possiamo giocare ancora un po’ insieme…?
..come i gatti che rincorrono i topi, o come i cani che si mordono la coda.
..spero tu possa perdonare il mio egoismo. a volte vorrei che questa canzone fosse solo mia e di nessun altro. “vorrei”. lo dico troppo spesso, vero?...
sabato 17 ottobre 2026
sleepwalking
niente e nessuno può toccarti se ti vesti di spine velenose, no? faccio sempre lo stesso errore. e vorrei parlare, ma non riesco mai. e allora scrivo, disegno, canto, suono, urlo, mi alleno finché non riesco neanche più a muovermi, corro fino a quando non mi cedono le gambe. e mi cedono tanto, troppo spesso. faccio schifo con la corsa. non ho mai avuto mezze misure e non capisco perché, come posso cambiare, cosa posso fare. per non ossessionarmi, per non consumarmi con le cose che amo. con le persone. “non mi lascio guidare dalle emozioni,” dicevo, con mille foglietti, stickers, disegni, biglietti di mezzi e foto solo nella cover del telefono. 31 diari scritti, accumulati in soli 3 anni, e altri che non smetteranno di arrivare. due cartelle piene di lettere, biglietti di compleanno, ricordi, foto. mai sono riuscita davvero a lasciar andare qualcosa, almeno non senza avergli lasciato i segni delle unghie sopra. mi vergogno, è questa la verità. perché non ho mai voluto davvero accettare, forse, di essere anche io una persona come tante altre e di non essere immune ai sentimenti, alle situazioni, agli errori. errori che ho fatto tante volte e troppo presto, chiusi a chiave e buttati via, lontani dalla nuova vita che ho costruito, lontani dalle persone che amo di più al mondo. per non infestare i rapporti, non distruggere la tranquillità per cui ho lottato con tutta me stessa. errori che ho rifatto e che sto rifacendo. perché forse non mi era chiaro che ritornare ad essere me, dopo tutti questi anni completamente disconnessa da qualsiasi cosa che mi riguardasse, dalla più seria alla più stupida, come i vestiti, significasse anche questo. 4 anni di emozioni represse a favore del lavoro, dello studio e degli obiettivi, che arrivano tutte insieme come una frana. quella sensazione lì, nel petto, quella che sentivo in preda ai miei attacchi peggiori durante la malattia. quella che sentivo prima di andare a lavoro, quella che sentivo quando fallivo. quella che mi schiaccia quando mi rendo conto, anche io, di avere bisogno degli altri. quel disgusto che non mi molla mai. come è possibile? perché io? come? ho iniziato a lavorare a 16 anni e a 18 vivevo già da sola, non ho mai avuto bisogno di niente. “non ho mai avuto bisogno di niente,” anche quando stavo male ed ero a casa da sola, anche quel pomeriggio che non riuscivo ad alzarmi dal letto e mi sono dovuta aggrappare alla libreria per darmi la spinta e mettermi in piedi, prendere più medicine possibile per sentirmi bene, giusto in tempo per andare a lavoro. quando mi sono presa la responsabilità di fare tutto anche con la febbre a 40, quando ho pulito il mio stesso vomito da terra senza un briciolo di forza in corpo e mi sono presentata a lavoro un’ora dopo come se non fosse successo nulla, quando ho dormito sul divano, quando tornavo alle 3 mi svegliavo alle 6 solo per avere del tempo libero in più da dedicare alle mie amiche, quelle che mi mancano immensamente ogni singolo momento della giornata, quando ho ripreso in mano il casco ancora sporco di sangue dopo l’incidente e non ho detto una parola. non ho mai avuto bisogno di niente. niente. e allora perché adesso sì? perché?
dopo tutti gli sforzi fatti, mi ritrovo a pugni chiusi e a pensare solo a quello che vorrei davvero stringere. e che non posso e forse non potrò mai. perché era questa la lezione che dovevo imparare. avrei dovuto capirlo già in diverse occasioni, quest’anno. perché sento questo bisogno impellente di tenere tutto e tutti al guinzaglio, se voglio così tanto scappare e sparire ancora prima che possano entrare nella mia vita? perché sento di aver fatto uno sbaglio da cui non tornerò mai più indietro, ora che qualcuno mi sta vedendo davvero per la prima volta? non lo capisco, e forse il problema è proprio che cerco di farlo quando dovrei solo lasciarmi vivere senza mettermi in croce per le cose che voglio. ma sono egoista, lo so, voglio sempre le cose che non si possono dire, avere, fare. sono stata stupida a mollare la presa, ma se me ne sono resa conto mentre lo facevo allora perché non ho ricominciato a stringere? perché devo avere questo attaccamento morboso e viscerale con qualsiasi cosa? le canzoni, la felpa, il peluche, anche le sigarette che fumo e dove, i ricordi, i posti. le cose che voglio disperatamente avere con chi non posso, quando non posso, perché non posso. perché voglio sempre sentirmi al primo posto? forse non voglio mettere il guinzaglio a nessuno, forse voglio che scelgano sempre e solo me anche quando hanno la libertà di andarsene. ed è così stupido. è stupido.
rivoglio la mia musica, rivoglio i miei amici, rivoglio sentire quella risata a tavola, a pranzo la domenica, davanti le gare. non lasciare un pezzo di me al cimitero ogni volta che ci vado. passare di nuovo del tempo con la mia famiglia senza sentirmi un fantasma in mezzo a loro, come se gli stessi rovinando la giornata solo stando lì. non posso avere gli stessi pensieri che avevo a 13 anni adesso, è folle. me lo ripeto un po’ troppo spesso ultimamente. “sono meglio di così”, ma sarà vero? non lo so. niente, niente di quello di cui ho bisogno ultimamente mi rende fiera di me e non posso perdonarmi in alcun modo. ho paura che quando imparerò a lasciare andare l’orgoglio sarà troppo tardi. vorrei solo abbracciarti, anche solo un po’. per ricordarmi che valgo ancora qualcosa, che non ho bruciato tutto. non voglio sembrare un’ingrata, amo immensamente tutto ciò che ho ora, ciò che sono riuscita a costruire. tutto. ma ora che ho lasciato crollare tutte le convinzioni che avevo riguardo me stessa, è difficile ritrovarne tutti i pezzi al buio. imparerò come ho sempre fatto. spero solo che i miei amici continuino a volermi bene.
“Ho imparato che non ha importanza quanto e come si ama, tutti noi, uomini e donne, viviamo le nostre vite da soli. Non ha senso volersi appropriare di qualcuno, e nonostante lo sappia, a volte me ne dimentico ancora.”…
















































